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“Athletes”, rugby e lancio del martello scomposti in danza a Bologna



BOLOGNA (ITALPRESS) – “Athletes” è un progetto tra danza, sport e vocalità che pone al centro della ricerca, e della pratica, il gesto atletico di una comunità di donne come atto di resistenza e, soprattutto, forza trasformativa che sfida il clichè che lo sport sia legato ad un genere. Due ex Azzurre Ester Balassini (lancio del martello) ed Erika Morri (rugby), saranno sulla scena di Atelier Sì (hub artistico e culturale, atelier di sperimentazione a produzione, residenza artistica e sede del collettivo Ateliersi) a Bologna, martedì 5 dicembre alle 19.30, insieme a danzatrici professioniste ed amatoriali di ogni età, per interpretare con nuovi occhi e nuovi gesti, una ribellione armonica al gesto tecnico, ricostruendolo in maniera personalizzata a seconda dell’istinto gestuale e dal background di provenienza. Il progetto vedrà riunirsi e interagire un gruppo di 11 performers: danzatrici, ex azzurre insieme a donne di ogni età e provenienza, che vivono la danza come territorio di espressione del sè. Tutte atlete del gesto, riunite in un esercizio multiforme e trasversale, il cui grado di atletismo si dispiega nel processo collettivo e performativo dei corpi. “Athletes” è una commistioni di linguaggi che hanno a che fare con la contemporaneità.”La coreografia è potente quando riesce a costruire una vitalità che contiene la molteplicità degli aspetti dell’Umano e dell’umanità”, commenta Simona Bertozzi, ideatrice del progetto e coreografa. La coreografia ed il gioco delle voci delle “athletes” scompongono gesti e movimenti tecnici e rigorosi “da campo” – come, ad esempio, la mischia ed il passaggio del rugby e la rotazione del lancio del martello – per trovare un ponte tra corpi addestrati ed il mondo interpretativo della danza. Ester Balassini, ex Azzurra di lancio del martello ed oggi referente della provincia di Bologna per la Federazione Italiana Atletica leggera racconta: “Sergej Litvinov lo chiamavano il violinista martellista di altri tempi, fine anni ’80, capace di interpretare la tecnica del lancio del martello pari alle note soavi di un violino. Quando lo vidi lanciare per la prima volta in televisione percepii il movimento corporeo come espressione di musicalità, era un crescendo di note come le sue rotazioni sempre più energiche coordinate che terminavano con il rilascio dell’attrezzo e la sensazione era quella di un’ultima nota di una grande Opera e poi…il silenzio. Non potendo io contare su un imponente prestanza fisica sapevo che dovevo ispirarmi alla musicalità dell’atleta sovietico, era l’unica speranza che avevo di potere esprimere me stessa e così è stato. Dopo quasi 18 anni da quel 25 giugno del 2005 in cui stabilì il record italiano durato per 17 anni, unendo forza tenacia, ritmo e musica sospesi da un grido altisonante quasi come il finale di un’opera teatrale. Ad unire musica teatro e sport è stata Simona Bertozzi proponendomi di partecipare allo spettacolo “Athletes”, la proposta è quella di rimettersi in gioco tra musica e sport, ma questa volta non su un campo di atletica leggera, ma all’interno di un teatro, alla ricerca dio un’espressione di sè nuova ed originale”. Le relazioni spazio-tempo tra corpi e vocalità (ad esempio l’urlo nel lancio del martello e la Haka, danza tribale del rugby) costruiscono nuove dinamiche e relazioni sulla scena, dando spazio all’interpretazione di donne completamente diverse per età e provenienza, al gesto atletico di due sport stereotipati come maschili per eccellenza. La forma ed il nuovo senso della traiettoria atletica, sottolineano quanto il movimento non abbia genere e che l’energia sulla scena, sia una commistione di linguaggi legati alla contemporaneità ed alla soggettività figlia di vissuti differenti. “Nella danza come nel rugby, ho ritrovato il rigore dell’allenamento che cura il gesto tecnico ed il movimento d’insieme, ed allo stesso tempo allena la libertà lasciando la persona esprimersi nella “partita-performance”, ma soprattutto, come nelle interviste che ho fatto a rugbiste di tutto il mondo (n.d.r. il tema era come la mentalità allenata dal rugby ,avesse impattato sul quotidiano), ho ritrovato anche la testimonianza della FORZA che la consapevolezza del proprio corpo riverbera sulla vita quotidiana…Impiegate, psicologhe, imprenditrici… studentesse, attraverso “Athletes” si armonizza un mondo al femminile che va dai 65 anni ai 25 anni”, commenta Erika Morri ex Azzurra di rugby e founder di “Wo*men’s sport land of freedom”, un progetto internazionale che sostiene l’importanza dello sport come lettura del sè, e rinforzo psicologico per tutta la comunità.

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