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Enzo Castellari: “La mia passione per il Cinema (ed i disegni)”




Un pomeriggio con Enzo Castellari è come vedere uno dei suoi film di successo: una autentica avventura! Grazie ai tanti racconti di questo Maestro di film di genere – autentico orgoglio del Cinema Italiano nel mondo – l’ascoltatore riesce a rivivere atmosfere oramai perdute. Il Cinema a cui si riferisce Castellari oggi non si trova più, ma grazie alle sue pellicole, e a quelle di registi di grande calibro come lui, il mito del nostro Cinema migliore non tramonterà mai.

Enzo G. Castellari (dove G. sta per Girolami) respira la settima arte sin da piccolo. Figlio di Marino Girolami e nipote di Romolo Guerrieri, è cresciuto nel cinema del padre, prima come comparsa, poi come assistente alla produzione, aiuto regista e montatore. In realtà, Enzo li ha fatti un po’ tutti i mestieri del Cinema. Anche il coordinatore degli stuntmen e lo sceneggiatore. Alla veneranda età di 85 anni, dopo una vita passata in giro sui set, a conoscere il mondo e a costruire una carriera straordinaria, possiamo affermarlo senza ombra di dubbio: è stato uno degli iniziatori del poliziotto all’italiana, ha svecchiato il genere degli spaghetti western e ha cercato una via tutta sua al postatomico degli Anni 80. Soprattutto, è stato un punto di riferimento su come si girino i film d’azione con un abito internazionale.

Qualche nome per ricordare una vita professionale di successo: Vado…l’ammazzo e torno; La polizia incrimina, la legge assolve; Il grande racket; Il cittadino si ribella; Keoma (definito unanimamente uno dei film western più belli ed innovativi di tutti i tempi); L’ultimo squalo: Quel maledetto treno blindato (pellicola di guerra molto amata da Quentin Tarantino, che ha citato il titolo estero della pellicola – Inglorious Bastards – modificandolo in Inglourious Basterds, titolo originale di Bastardi senza gloria - dove Castellari in persona appare in un cammeo).

Incontriamo Castellari nella sua bella casa romana, piena di ricordi e di trofei: viene spontaneo darci del “tu”. Nasce così una chiacchierata informale, curiosa nei contenuti sin dalle prime battute. E con lo stile nudo e crudo di Enzo, dal carattere deciso e senza peli sulla lingua. I “vaffa” li dice a cuore aperto, se sente di dirli. Vogliamo indagare di Enzo un aspetto inedito, di cui siamo venuti a conoscenza seguendolo sui social: il suo amore per il disegno. Nella nostra intervista scritta che segue, parleremo proprio di questo.

Nella parte video, potrete ascoltare soprattutto il Castellari uomo di Cinema.

CASTELLARI ED IL CINEMA




CASTELLARI E L’AMORE PER I DISEGNI

Da dove nasce l’amore per il disegno?

Da sempre amo l’immagine ed il disegno. Mi sono diplomato in scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Roma. Cinque anni all’ Università e mancavano pochi esami a completare il percorso di laurea in Architettura, ma oramai il Cinema si era impossessato di me. Ho avuto addirittura Guttuso come Professore.

Ecco svelato il motivo del perché ti intendi così tanto di linee, forme e disegni…

Assolutamente.

Da quanto hai ripreso a disegnare?

Da circa un anno e mezzo. La morte di mia moglie è stato un motivo che mi ha spinto a ritirare fuori dal cassetto questa passione. Ho centinaia di disegni in giro per casa. Ne faccio almeno uno al giorno.

Un grande amore, quello con Mirella.

Sì, mi manca moltissimo. Siamo stati insieme tutta la vita. L’ho conosciuta giovanissimo nel luogo che amo di più al mondo: la moviola del montaggio.

Che ne pensava Mirella dei tuoi disegni?

Mi correggeva, mi dava consigli. Aspettava che io glieli mostrassi. Che stessi con lei a discutere sui dettagli. Era sempre Mirella che mi chiedeva di fare nuovi disegni. Perché non fai questo? Perché non fai quell’altro? Avevamo un legame straordinario.

Oggi i disegni possiamo affermare che sono il tuo svago? Il tuo modo per passare il tempo?

Sì, mi ci dedico con piacere. Tante ore al giorno. E copio.

Copi?

Rigorosamente. Tutti i classici. Caravaggio, per esempio. L’idea di avvicinarsi minimamente a tale pittore è autentica presunzione. Eppure io non so quante opere del Caravaggio abbia riprodotto. All’inizio mi cimentavo con i pennarelli. Quando li facevo vedere, tutti restavano a bocca aperta. Una volta fatta un’opera, raccolgo soddisfazione ed archivio nel mucchio di tutte le altre mie creature. E vado avanti.

Adesso con quale strumento ti cimenti?

Adesso solo con la penna BIC. E all’inizio l’ho fatto per una ragione, perché sono daltonico. Poi, questo metodo è stato quello con cui mi sono trovato meglio, riuscendo a destreggiarmici personalmente con grande facilità. Sono diventato un Maestro con i chiaroscuri fatti con la BIC, seppure sia in effetti per tutti operazione oggettivamente complicata. Per me, è diventato un gioco da ragazzi.

Quindi, non riconosci i colori per via del daltonismo?

Esatto. Il verde, ad esempio, proprio non lo vedo. Rischio di usare il verde credendolo rosa. Con la BIC, invece, sono il padrone dei miei disegni. Ricalco i tratti dell’immagine originale, per non sbagliarmi, e poi con la BIC costruisco tutto il resto. Caravaggio, Van Gogh, Picasso…copio continuamente.

Guardando le pareti di questa bellissima abitazione in zona Tomba di Nerone, lo confermiamo: i disegni di Enzo Castellari sono l’ennesima sfaccettatura di un uomo dal talento unico.

Ci salutiamo con l’idea di organizzare una possibile mostra di sue opere selezionate, da esporre pubblicamente e dedicare all’amata Mirella.


Lisa Bernardini


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