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Usa, Meloni “Dette alcune cose non corrette, l’Italia ha sempre mantenuto gli impegni in ambito Nato”

  • redazione
  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min
ROMA (ITALPRESS) – “Non so dire che cosa accadrà. Come ho detto tante volte, noi sappiamo che da tempo gli Stati Uniti discutono di un loro disimpegno dall’Europa. È la ragione per la quale penso che noi dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e dobbiamo crescer nella nostra capacità di dare risposte da questo punto di vista. Dopodiché, chiaramente, è una scelta che non dipende da me e che personalmente non condividerei”. Così il premier Giorgia Meloni, nel corso di un punto stampa a margine del Vertice della Comunità Politica Europea, a Yerevan in Armenia, rispondendo a chi le chiede se sia preoccupata per la minaccia del presidente Usa Donald Trump su un disimpegno dal sostegno militare all’Italia.


“Ma una cosa ci tengo a dirla: l’Italia ha sempre mantenuto i suoi impegni. L’Italia ha mantenuto tutti gli impegni che ha sottoscritto, lo ha sempre fatto – ha aggiunto –. Lo abbiamo fatto particolarmente in ambito NATO, anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti. Lo abbiamo fatto in Afghanistan, in Iraq. E quindi alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette, anche perché a livello di Patto Atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”.MELONI CONFERMA “DALLA SVIZZERA STOP ALL’INVIO DELLE FATTURE MEDICHE”
“Ho avuto un incontro con il presidente della Svizzera” Guy Parmeline “sulla questione annosa delle fatture ospedaliere” per i feriti dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. “Ho avuto per ora intanto la garanzia che non saranno inviate fatture alle famiglie, e poi vediamo come gestire la questione sul piano bilaterale”, ha detto la premier.



MELONI SULL’IMMIGRAZIONE “COOPERAZIONE E DIALOGO CON AREA MEDITERRANEO”
“Sappiamo che i flussi migratori incontrollati mettono a dura prova la sicurezza dei cittadini e possono persino compromettere la stabilità degli Stati. Ma colpiscono anche l’economia, mettendo a dura prova le risorse pubbliche e influenzando il mercato del lavoro. Indeboliscono la competitività, aumentando l’incertezza e le tensioni sociali. Sono inoltre collegati all’energia, perché dobbiamo anche considerare che molti flussi provengono da regioni instabili, fondamentali per il nostro approvvigionamento energetico. In definitiva, tutti questi fattori influenzano la qualità delle nostre democrazie”. Così Meloni durante la sessione plenaria dell’8° vertice della Comunità Politica Europea a Yerevan in Armenia. “Quindi non si tratta solo di migrazione. Si tratta di economia, di democrazia, di competitività, di energia; di sicurezza”, ha aggiunto.


“In primo luogo – ha spiegato la premier – non possiamo affrontare solo un aspetto di questa policrisi. In secondo luogo, la migrazione è parte integrante della policrisi. In terzo luogo, nessuno può affrontarla da solo. Quindi la cooperazione in questo ambito è una condizione preliminare. Negli ultimi anni abbiamo fatto passi avanti importanti a livello dell’Unione Europea, dove ora abbiamo un nuovo patto sull’asilo. Abbiamo una nuova definizione di paesi terzi sicuri. Stiamo andando verso una nuova normativa sui rimpatri. Abbiamo fatto dei passi avanti a livello del Consiglio d’Europa. Quindi stiamo facendo un ottimo lavoro. Dobbiamo concentrarci molto di più sulla nostra strategia a lungo termine, sul nostro vicinato mediterraneo. Ora, a mio avviso, la sfida è ampliare questo approccio, per unire sicurezza, sviluppo ed energia nella nostra cooperazione con i paesi vicini. Perché questo è il modo migliore che abbiamo per rispondere a una crisi che non è una sola crisi, ma un insieme di molte crisi”, ha concluso Meloni.



COLLOQUIO MELONI-CARNEY SU PIANO D’AZIONE PER COOPERAZIONE RAFFORZATA
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un colloquio con il primo ministro del Canada, Mark Carney, a margine del vertice della Comunità Politica Europea di Yerevan in Armenia. L’incontro ha permesso di verificare lo stato di attuazione del piano d’azione per la cooperazione rafforzata Italia-Canada, con particolare attenzione ai settori dell’innovazione tecnologica, della sicurezza e della difesa. Nel corso del colloquio, è stata ribadita la piena sintonia sulle priorità in ambito G7, a partire dalla resilienza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici e dal contrasto al traffico di migranti su cui i due leader hanno concordato di restare in stretto contatto in vista del Vertice di Evian. Meloni e Carney hanno, infine, approfondito i principali dossier dell’agenda internazionale, riaffermando il comune impegno per una pace giusta in Ucraina e condividendo l’urgenza di una soluzione per la necessaria stabilità del Golfo e la tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.


L’energia “è sicuramente centrale nel dibattito che stiamo portando avanti in queste settimane a livello soprattutto di Consiglio Europeo. Ma credo che anche iniziative come questa, che allargano il concetto d’Europa e i confini propri dell’Unione Europea, siano utili”, ha detto Meloni. “Ho avuto un bilaterale con il primo ministro Carney – ha aggiunto –. Con il Canada, sia in termini di energia, ma ancora di più in termini di materie prime critiche – che è un altro elemento essenziale della sovranità e dell’autonomia strategica – abbiamo discusso molto e stiamo facendo importanti passi avanti.


Sicuramente bisogna costruire una strategia nuova, ma questo si fa soprattutto parlandosi, e allargando la propria cooperazione al proprio spazio geografico, ai paesi, si dice like-minded, cioè ai tanti amici che continuiamo ad avere”. “Chiaramente l’Italia cerca di fare la sua parte, sto per recarmi in Azerbaigian, dove c’è un altro partner strategico per quello che ci riguarda nell’approvvigionamento tanto di gas quanto di petrolio, dopo il viaggio in Algeria e quello nel Golfo – ha sottolineato Meloni -. Chiaramente anche questo fa parte di una diplomazia dell’energia che serve a difendere i nostri interessi, ma non a farlo semplicemente sul piano episodico, ma strutturale e di lungo termine. Cerchiamo di fare la nostra parte”.

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