WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Gli iraniani sembrano non rendersi conto di non avere carte vincenti, se non quella di estorcere denaro al mondo attraverso l’uso delle vie navigabili internazionali. L’unica ragione per cui sono ancora in vita è la necessità di negoziare”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul social Truth. “Gli iraniani – aggiunge – sono più bravi a gestire i media che diffondono notizie false e le “pubbliche relazioni” che a combattere”.
IRAN “AVVIO NEGOZIATI CON CONSENSO DI KHAMENEI”
Un alto responsabile iraniano ha confermato che la decisione di avviare i negoziati è stata presa con il pieno consenso della Guida Suprema Ali Khamenei e con l’approvazione unanime di tutte le istituzioni dello Stato, “da una posizione di forza”. Lo riporta la Tv al Jazeera. “L’Iran non ha arretrato sul campo di battaglia e non rinuncerà ai suoi diritti neppure sul piano diplomatico”, ha dichiarato il presidente del Consiglio governativo per l’Informazione iraniano. Le parole arrivano mentre un fonte diplomatica pakistana, interpellata dall’emittente qatariota in merito alle dichiarazioni del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha espresso ottimismo: “Siamo estremamente ottimisti sul fatto che i colloqui siano in corso e stiamo mantenendo i contatti con i partner”.
WSJ “DELEGAZIONE IRANIANA GIUNTA A ISLAMABAD”
Una delegazione iraniana è arrivata a Islamabad, la capitale del Pakistan, in vista dei negoziati per il cessate il fuoco con gli Stati Uniti, che dovrebbero iniziare domani. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo cui la delegazione iraniana è guidata dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf. La delegazione di Washington sarà guidata dal vicepresidente JD Vance.
PAKISTAN, ALTO FUNZIONARIO “NULLA FERMERÀ I NEGOZIATI, VIOLAZIONI MINORI ATTESE”
Un alto funzionario pakistano ha rassicurato che nulla ostacolerà i negoziati in corso con l’Iran e che eventuali piccole violazioni del cessate il fuoco sono considerate “normali e previste”. Lo riporta la Tv al Arabiya. “Tutto è sotto controllo per quanto riguarda il cessate il fuoco con l’Iran. Nulla fermerà le trattative e le violazioni minori sono attese”, ha dichiarato il responsabile pakistano, citato dai media locali. Le affermazioni arrivano mentre proseguono i contatti tra Islamabad e Teheran per stabilizzare la situazione al confine e gestire il dossier nucleare.
DOMANI POSSIBILE ANNUNCIO CESSATE IL FUOCO LIBANO-ISRAELE
Domani potrebbe essere annunciato il cessate il fuoco tra Israele e Libano, frutto di intensi sforzi internazionali. Lo riferisce l’emittente saudita Al-Hadath, citando proprie fonti, secondo cui “l’annuncio del cessate il fuoco è un gesto di buona volontà in vista dei negoziati di martedì tra Israele e Libano”. Intanto, alle 21 è prevista una riunione telefonica preparatoria, tra gli ambasciatori di Libano e Israele a Washington, rispettivamente Nada Hamadeh Moawad e Yechiel Leiter, e l’ambasciatore statunitense in Libano, Michel Issa, in vista dell’incontro di martedì a Washington, dove è atteso anche il premier libanese Nawaf Salam. Voci su un possibile cessate il fuoco trapelano anche sulla stampa israeliana. In vista dell’incontro di martedì, Washington e Beirut starebbero esercitando pressioni su Israele affinché accetti un cessate il fuoco in Libano, come dimostrazione della serietà di Tel Aviv nel raggiungere un accordo, afferma l’emittente israeliana Channel 12.
Nel presentare la proposta a Israele, i funzionari statunitensi hanno sostenuto che il cessate il fuoco verrebbe presentato come un successo del governo libanese, anziché come una vittoria per l’Iran, che ha invano richiesto che la tregua con gli Stati Uniti includesse anche il Libano, prosegue Channel 12, secondo cui Israele non avrebbe ancora preso una decisione in merito, ma alcuni alti funzionari a Tel Aviv si starebbero schierando a favore di un cessate il fuoco, in quanto ciò riporterebbe le parti ai termini della precedente tregua del novembre 2024, in base alla quale le Forze di difesa israeliane (Idf) sono autorizzate a condurre attacchi contro minacce ritenute imminenti. Le indiscrezioni su un possibile cessate il fuoco giungono mentre sul campo non si fermano né il lancio di razzi e droni da parte di Israele verso il Libano, né i raid israeliani nel sud del Paese arabo. A Beirut nel pomeriggio ci sono state manifestazioni dei sostenitori dei partiti sciiti libanesi Amal ed Hezbollah contro i negoziati diretti previsti martedì, 14 aprile negli Stati Uniti.
IRAN, COMANDANTE GUARDIE DI FRONTIERA “PIENO CONTROLLO SUI CONFINI NAZIONALI”
“Il comandante delle Forze di Guardia di Frontiera iraniane, il generale di brigata Ali Akbar Javidan, ha affermato che tutti i confini dell’Iran sono pienamente sotto il controllo delle forze armate e che la situazione di sicurezza lungo le frontiere è “stabile e in buone condizioni”. Lo riporta la Tv al Jazeera.
“Le frontiere iraniane sono sotto il controllo delle nostre forze e la situazione di sicurezza è stabile in modo soddisfacente”, ha dichiarato il comandante secondo quanto riportato dai media ufficiali iraniani. La dichiarazione sottolinea che le unità di guardia di frontiera sono dispiegate lungo l’intero perimetro nazionale e operano con piena autorità, specialmente in questo periodo definito “sensibile” dalle autorità di Teheran. Queste affermazioni arrivano nel contesto del recente cessate il fuoco temporaneo tra Stati Uniti e Iran e dopo settimane di escalation militare che hanno visto attacchi aerei e segnalazioni di attività ostili, inclusi droni e tentativi di infiltrazione. Il messaggio appare chiaramente rivolto sia a rassicurare l’opinione pubblica interna sia a lanciare un segnale di deterrenza verso eventuali minacce esterne.
Il generale Javidan ha inoltre avvertito che qualsiasi tentativo di violazione dei confini da parte di gruppi armati o individui verrà affrontato con una risposta “decisa e che farà rimpiangere l’azione”. Si tratta dell’ennesima dichiarazione di questo tenore da parte delle autorità militari iraniane nelle ultime settimane, volta a proiettare un’immagine di forza e controllo totale sul territorio nazionale nonostante le recenti tensioni regionali. La situazione lungo i confini iraniani (con Iraq, Afghanistan, Pakistan, Turchia, Azerbaigian e Mar Caspio) rimane sotto stretta sorveglianza, ma al momento non sono state riportate violazioni significative secondo le fonti ufficiali.
PROSEGUONO I RAID ISRAELIANI IN LIBANO
“Le Forze di difesa israeliane (Idf) sono in stato di guerra. Non c’è il cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, questo è il nostro principale settore di combattimento”. Lo ha dichiarato il capo di stato maggiore delle Idf, generale Eyal Zamir, parlando ieri con i comandanti sul campo alla periferia della città meridionale libanese di Bint Jbeil, in un video diffuso oggi dall’esercito. I combattimenti contro il gruppo armato libanese Hezbollah, proxy dell’Iran, in Libano rappresentano la “principale zona di combattimento” dell’esercito, ha aggiunto Zamir.
Quanto all’Iran “siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento, e con grande forza”, ha proseguito, concludendo: “Siamo ovunque. Così come siamo a Gaza, così come siamo in Siria, siamo presenti anche qui in Libano”. Sebbene il governo di Benjamin Netanyahu abbia annunciato ieri l’apertura ai colloqui diretti con il Libano, sul campo proseguono gli scontri e il lancio di razzi verso Israele.
MEDIA “19 MORTI IN RAID ISRAELIANO SU NABATIYEH”
Diciannove persone, tra cui 11 membri di varie agenzie di sicurezza e militari e otto civili, sono rimaste uccise e circa 15 ferite nei raid aerei israeliani contro Nabatiyeh. Lo riporta il quotidiano libanese L’Orient le-Jour, secondo cui due potenti attacchi hanno colpito Nabatiyeh, distruggendo parte del serraglio cittadino, compresa la facciata orientale, e diversi uffici. I danni hanno interessato l’edificio che ospita l’intelligence dell’esercito, la Sicurezza di Stato e i mukhtar (funzionari locali). Sono stati inoltre danneggiati edifici residenziali in città e nel mercato, già devastati dai raid aerei del 2024. Altri quattro attacchi simili sono stati segnalati alla periferia della città: due di questi hanno colpito località a Kfar Joz, vicino a un complesso occupato dalle Isf, mentre le città di Zebdine e Kfar Remmane sono state colpite da un attacco ciascuna. Otto civili sono rimasti uccisi a Kfar Remmane, Kfar Joz e Zebdine.
Nonostante l’apertura di Tel Aviv ai colloqui con Beirut, sul campo Hezbollah continua a lanciare razzi e droni verso Israele, mentre in Libano proseguono le operazioni israeliane. Gli ambasciatori di Libano e Israele a Washington, rispettivamente Nada Hamadeh Moawad e Yechiel Leiter,e l’ambasciatore statunitense in Libano, Michel Issa, terranno oggi una riunione telefonica preparatoria in vista dei colloqui diretti di martedì, scrivono i media libanesi.
RAZZI DAL LIBANO VERSO IL NORD DI ISRAELE
Questa mattina un razzo lanciato dal gruppo armato libanese Hezbollah ha colpito un’abitazione nella località di Misgav Am, nel nord di Israele. L’edificio ha subito danni, ma non si segnalano feriti, riportano i media israeliani. Le sirene di allarme per il lancio di razzi sono state attivate anche a Kiryat Shmona e nelle zone circostanti. Intorno a mezzanotte, un missile lanciato da Hezbollah contro la città costiera meridionale israeliana di Ashdod è stato intercettato, secondo quanto dichiarato dalle Forze di difesa israeliane (Idf).
Il lancio del missile ha fatto risuonare le sirene anche a Tel Aviv e nelle città circostanti, nel centro di Israele, a causa dell’intercettazione del missile e del timore della caduta di frammenti. Parallelamente, le Idf hanno fatto sapere di aver neutralizzato dieci rampe di lancio in Libano da cui Hezbollah aveva lanciato missili verso Israele. Ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che saranno avviati colloqui diretti con il Libano il prima possibile. Secondo indiscrezioni stampa, il presidente degli Stati Uniti avrebbe chiesto a Netanyahu di aprire ai colloqui e di effettuare soltanto raid di basso profilo in Libano. Netanyahu ha incaricato l’ambasciatore israeliano a Washington, Yechiel Leiter, di condurre i colloqui, che un funzionario israeliano ha detto che dovrebbero iniziare nei prossimi giorni.
IDF “DA INIZIO OPERAZIONE UCCISI 1.400 MILIZIANI HEZBOLLAH”
Dal 2 marzo scorso, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ucciso 1.400 combattenti del gruppo armato libanese Hezbollah. Lo rende noto l’esercito, che traccia il bilancio di oltre un mese di conflitto con il proxy dell’Iran, contraddistinto dal lancio di missili, razzi e droni di Hezbollah verso Israele e dai raid israeliani contro obiettivi della milizia libanese. Al momento, cinque Divisioni delle Idf continuano a operare simultaneamente nel sud del Libano. In oltre un mese di operazioni, i militari hanno distrutto più di 2.700 infrastrutture e individuato oltre 250 risorse operative, tra cui razzi a lungo raggio, missili anticarro, lanciarazzi Rpg, armi ed esplosivi.
Le unità delle divisioni 91, 98 e 146 hanno invece distrutto oltre 1.500 infrastrutture e individuato più di 1.000 asset, tra cui armi, Rpg, esplosivi ed equipaggiamento da combattimento. L’Aeronautica continua a supportare le forze di terra e a colpire obiettivi nel sud del Libano. Nelle ultime 24 ore sono state attaccate oltre 120 infrastrutture per eliminare minacce alle truppe, concludono le Idf.
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