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“Sciara – Prima c’agghiorna”, il teatro in siciliano emoziona a New York




di Stefano Vaccara

NEW YORK (ITALPRESS) – Applausi, emozione e commozione a New York per “Sciara – Prima c’agghiorna”, monologo teatrale scritto e recitato in siciliano dall’attrice marsalese Luana Rondinelli, diretto da Giovanni Carta e accompagnato dalla splendida musica del trio i Musicanti.Lo spettacolo fa parte del ricco programma di “In Scena 2024!”, Festival del Teatro Italiano a New York fondato e diretto da Laura Caparrotti, alla sua 11esima edizione e che si sta svolgendo fino al 13 maggio in tutti i borough di New York: oltre Manhattan, anche a Brooklyn, Staten Island, Bronx e Queens. “Sciara – Prima c’agghiorna” ha avuto un forte impatto nelle rappresentazioni viste finora al Center for Italian Modern Art (CIMA) e alla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University. Tra le vittime della mafia nella Sicilia del dopoguerra, ci furono innanzitutto i giovani leader sindacali che, nonostante l’avvertimento stragista di Portella della Ginestra il primo maggio 1947, non si arresero nella sfida per i diritti dei contadini. “Sciara – Prima c’agghiorna” racconta in siciliano recitato e accompagnato dalla colonna musicale originale composta da I Musicanti, il coraggio e la perseveranza di Francesca Serio (Luana Rondinelli), la prima donna che portò alla sbarra la mafia, anche se il suo tentativo di ottenere giustizia, fu poi mortificato da uno stato italiano che allora, in piena guerra fredda, restava colluso con gli interessi di Cosa Nostra. Serio denunciò mandanti ed esecutori mafiosi che nel 1955 vollero l’omicidio di suo figlio Salvatore Carnevale, attivista socialista impegnato nelle lotte sindacali dell’epoca nell’isola. La struttura dello spettacolo giostra sull’alternanza tra i monologhi recitati da Rondinelli – che interpreta con estro vari personaggi oltre a quello della protagonista “mamma Carnevale” – e gli stupendi brani del trio I Musicanti, composto dalla cantante Debora Messina, alla chitarra classica Gregorio Caimi e al violoncello Enzo Toscano. L’opera fa vibrare di emozioni gli spettatori, ai quali arriva quel dolore di una madre che perde il figlio, una sofferenza qui annunciata in un sogno ancor prima che la morte violenta diventi realtà. L’opera parte dalla nascita di un bambino dato alla luce da una madre ritenuta “disonorata e butt…na” perché, lei contadina analfabeta di un piccolo paese nella Sicilia degli anni Venti del secolo scorso, decide tra enormi difficoltà che ci penserà lei, da sola e “travagghiando”, a crescere e far studiare “su figghiu”. Così dalla nativa Galati, nel messinese, Francesca si trasferirà a Sciara, paese del palermitano, in cerca di lavoro. Passano gli anni, e dopo essere tornato vivo dalla guerra voluta dal fascismo, (“Ma picchì l’omini si fanno a guerra?” Si domanda sconsolata Francesca) l’ex soldato Salvatore, grazie agli studi precedenti al quale lo avevo spinto la madre analfabeta e a quel carattere che rifiuta le ingiustizie sui più deboli, intraprende la lotta politica per la riforma agraria, arrivando alla leadership sindacale. Dopo essere stato arrestato più volte dai carabinieri “come avvertimento”, e aver rifiutato di farsi corrompere dalla mafia, alleata dei poteri che vogliono contenere le rivendicazioni dei braccianti siciliani, “Turiddu” viene ammazzato, un destino che nell’isola avvenne per tanti altri sindacalisti dell’epoca. La madre, che aveva in un sogno premonitore già assistito all’omicidio del figlio, non riuscirà a farlo recedere dalla sua lotta per i diritti dei contadini. Del resto lei stessa ha cresciuto quel figlio trasmettendogli quel suo carattere indomito. Anche “mamma Carnevale”, quindi, non verrà messa a tacere e denuncia gli assassini mafiosi del figlio. Gli scialli neri indossati da Luana Rondinelli e Debora Messina, mentre alla recitazione si alternano magnifiche melodie in siciliano, accentuano il dolore del lutto che incombe. Quello di Francesca Serio è straziante quanto quello trasmesso da un’altra madre nell’indimenticabile scena del cimitero nel film “Salvatore Giuliano” di Francesco Rosi. Dal caloroso pubblico di New York, la performance di Rondinelli in siciliano stretto, accompagnata dalle melodie dei Musicanti, viene seguita attraverso i “sopra-titoli” in inglese che scorrono in alto sul palcoscenico. Così “Prima c’agghiorna” restituisce al pubblico del CIMA così come a quello della NYU nel Village, l’originaria funzione dell’arte del teatro: raccontare le gesta dei giusti caduti nell’oblio, per diffondere tra i vivi la loro forza. Lo spettacolo “Sciara – prima c’agghiorna” il 25 maggio sarà rappresentato nel parco archeologico di Selinunte, in provincia di Trapani, insieme a molti altri artisti italiani, per un grande concerto contro la mafia.

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