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Nuova ondata di raid israeliani su Teheran, imminente attacco Idf in Libano. L’Iran colpisce una base Usa nel Kurdistan iracheno

  • redazione
  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min
ROMA (ITALPRESS) – Nella notte una nuova ondata di attacchi aerei ha colpito Teheran e altre città del Paese. Secondo i media locali almeno 40 persone sono morte in uno dei bombardamenti che ha colpito aree residenziali della capitale iraniana. L’aeronautica israeliana avrebbe colpito alcuni laboratori nucleari. I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno affermato che “decideranno la fine della guerra”, in risposta a Donald Trump che aveva dichiarato che la guerra contro l’Iran sarebbe finita presto. “Le forze americane non porranno fine alla guerra”, hanno sottolineato. Intanto attacchi israeliani hanno colpito il Libano meridionale e orientale durante la notte sulle città di Almajadel, Shaqra e Srifa e anche nella valle della Bekaa.

IMMINENTE ATTACCO IDF IN LIBANO
Le Forze di difesa israeliane hanno emesso un avviso di evacuazione rivolto ai residenti delle città di Tiro e Sidone, nel sud del Libano, in vista di un attacco. “Le Idf colpiranno presto le infrastrutture militari dell’organizzazione terroristica Hezbollah. Dovete evacuare immediatamente e prendere le distanze per la vostra sicurezza”, ha annunciato su X il portavoce arabo delle Idf, il colonnello Avichay Adraee. Il Libano ha riferito che le Idf hanno continuato a colpire per tutta la notte nel sud e nell’est del Paese. Nell’ultima settimana, l’aeronautica israeliana ha colpito circa 30 asset della banca Al-Qard al-Hassan.


IDF ATTACCANO STRUTTURE DELLA RETE FINANZIARIA DI HEZBOLLAH
Le IDF hanno completato un’altra ondata di attacchi contro i beni di “Al-Qarch Al-Hassan” legata a Hezbollah: circa 30 beni dell’associazione sono stati attaccati la scorsa settimana. Ieri, i caccia dell’aeronautica militare, hanno completato un’altra serie di attacchi contro beni e depositi di fondi dell’associazione, utilizzati per finanziare le attività di Hezbollah. “L’organizzazione sta aggravando la crisi dei cittadini libanesi e sfruttando la loro posizione di debolezza all’ombra della crisi per aumentare la dipendenza dei cittadini libanesi e rafforzare la propria presenza militare. I tentativi di risanamento economico di Hezbollah e l’attività delle filiali dell’associazione Al-Qarch Al-Hassan costituiscono una minaccia per i cittadini dello Stato di Israele”, si legge in una nota delle Idf. “Le Forze di Difesa israeliane continueranno ad agire con forza contro l’organizzazione terroristica Hezbollah, che ha deciso di unirsi alla campagna e di operare sotto l’egida del regime iraniano, e non tollererà alcun danno ai cittadini dello Stato di Israele”, conclude la nota.


ATTACCATA BASE USA NEL KURDISTAN IRANIANO
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniano ha rivendicato un attacco missilistico contro una base militare statunitense situata nella Regione del Kurdistan iracheno. In un comunicato l’IRGC ha affermato di aver condotto con successo un’operazione mirata contro l’installazione americana, senza però fornire dettagli immediati sul tipo di missili impiegati, sul numero di proiettili lanciati o sulle conseguenze dell’impatto. L’attacco avviene poche ore dopo la condanna saudita per il precedente bombardamento del consolato generale degli Emirati Arabi Uniti nella stessa Regione del Kurdistan, e nel contesto di un’escalation che ha visto l’Iran lanciare ondate di missili balistici e droni contro basi USA in Iraq, Siria, Golfo Persico e contro obiettivi in Israele e nei Paesi arabi del Golfo. Fonti curde e irachene hanno riferito di forti esplosioni nelle vicinanze di Erbil e di altre aree della Regione autonoma del Kurdistan.


NUOVO ATTACCO IRANIANO SUGLI EMIRATI ARABI
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato di essere attualmente impegnato nel contrastare minacce missilistiche e droni in arrivo dal territorio iraniano. Le forze armate emiratine hanno confermato di aver rilevato l’approssimarsi di missili balistici e droni lanciati dall’Iran verso il territorio nazionale. I sistemi di difesa aerea integrati sono stati attivati immediatamente per intercettare e neutralizzare le minacce in corso. Le autorità militari hanno precisato che le operazioni di intercettazione sono in atto in tempo reale e che verranno adottate tutte le misure necessarie per proteggere lo spazio aereo e il territorio degli Emirati Arabi Uniti. Le forze di difesa emiratine operano in stretto coordinamento con i partner della coalizione internazionale e con i sistemi di difesa antimissile Patriot e Thaad dispiegati sul territorio.


ATTACCO IRAN CON DRONI A RAFFINERIA DI HAIFA
L’esercito iraniano ha rivendicato un attacco mirato contro la raffineria petrolifera di Haifa, in Israele, definendolo una “risposta diretta” ai recenti bombardamenti israeliani che hanno colpito depositi e infrastrutture petrolifere iraniane. “L’attacco alla raffineria di Haifa è la risposta proporzionata e immediata agli atti di aggressione israeliani contro le nostre installazioni petrolifere e alle continue violazioni della sovranità iraniana”, si legge in un comunicato. Le autorità militari di Teheran non hanno fornito dettagli sul numero di droni impiegati, sul tipo di armamento o sull’entità dei danni causati, limitandosi a confermare il successo dell’operazione. Fonti israeliane non hanno ancora confermato ufficialmente l’attacco né rilasciato un bilancio di danni o vittime, ma media locali riportano l’attivazione delle sirene d’allarme in diverse aree del nord di Israele.


ISRAELE INTERCETTA MISSILE IRANIANO
Un missile balistico lanciato dall’Iran è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea israeliani. Lo riportano i media, secondo cui non ci sono segnalazioni di impatti diretti o feriti. Si tratta di un nuovo lancio dopo circa 10 ore di stop. L’arrivo del missile ha fatto attivare le sirene nel centro di Israele, a Gerusalemme e in parte del sud, costringendo milioni di persone a cercare rifugio. Intanto le autorità sanitarie hanno comunicato il decesso dell’operaio rimasto ferito ieri in un cantiere a causa dell’impatto di un missile.


PORTAVOCE GOVERNO IRANIANO, RAID MIRANO A DIVIDERE IL PAESE TEHERAN
Il portavoce del governo iraniano, Ali Bahadri Jahromi, ha accusato Stati Uniti e Israele di perseguire, con gli attacchi in corso, l’obiettivo di “dividere e frammentare l’Iran”, negando categoricamente che le operazioni militari abbiano motivazioni legate alla promozione della democrazia o dei diritti umani. “Il vero scopo di queste aggressioni non è la democrazia né la libertà, ma la disintegrazione del nostro Paese e la distruzione della sua unità nazionale”, ha affermato. Poi ha denunciato con forza il bilancio umano delle operazioni congiunte Usa-Israele, rivelando che “193 bambini sono stati uccisi negli attacchi americani e israeliani” sul territorio iraniano. La cifra, se confermata, rappresenta uno dei dati più gravi resi noti finora dalle autorità di Teheran riguardo alle vittime civili, in particolare minori, dall’inizio dell’escalation. Il portavoce non ha fornito dettagli su luoghi specifici o date precise degli episodi, ma ha collegato il bilancio alle ondate di bombardamenti aerei che hanno colpito infrastrutture militari, energetiche e civili nelle province centrali, inclusa Teheran e Alborz, dove nella notte scorsa sono stati registrati danni significativi alla rete elettrica.


ARAGHCHI ESCLUDE NEGOZIATI CON GLI STATI UNITI
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ha dichiarato che le negoziazioni con Washington non sono più sul tavolo e non rappresentano più un’opzione percorribile. In una serie di dichiarazioni rilasciate oggi, Araghchi ha affermato che Stati Uniti e Israele “credevano di poter cambiare il regime in Iran in soli due giorni”, sottolineando come tale convinzione si sia rivelata del tutto infondata. Il diplomatico ha poi aggiunto che “i piani americani e israeliani per un cambio di regime in Iran sono falliti completamente”. Araghchi ha criticato duramente gli obiettivi della guerra in corso, sostenendo che “Washington e Tel Aviv non hanno alcuna finalità realistica in questa aggressione contro di noi”. Le sue parole arrivano nel pieno dell’escalation regionale, segnata da ripetuti attacchi missilistici iraniani contro basi statunitensi e obiettivi nel Golfo, in risposta alle operazioni militari congiunte Usa-Israele che hanno colpito infrastrutture strategiche iraniane e portato alla morte del precedente Guida Suprema.


NETANYAHU “FINE DEL REGIME DIPENDE DAL POPOLO”
“La nostra aspirazione è portare il popolo iraniano a liberarsi dal giogo della tirannia”, ma “in ultima analisi dipende da loro”. Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in occasione della visita presso il Centro nazionale per le emergenze sanitarie insieme al ministro della Salute Haim Katz. Netanyahu ha proseguito: “Non c’è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa, e non abbiamo ancora finito. Se riusciremo insieme al popolo iraniano, allora porremo fine a tutto questo in modo permanente”, ha concluso.

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