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Nuova ondata di raid israeliani su Teheran e in Libano, Netanyahu “Spezziamo le ossa all’Iran”

  • redazione
  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 7 min
TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – L’aeronautica israeliana ha lanciato un’altra ondata di attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah a Dahiyeh, a sud di Beirut. Contemporaneamente, notizie dal Libano riferiscono che un drone ha colpito un veicolo a Beit Yahoun, nel sud del Paese. Precedentemente l’esercito israeliano aveva diramato un avviso di evacuazione per i residenti del distretto di Dahiyeh a Beirut, in particolare nei quartieri di Haret Hreik, Al-Ghobeiry, Al-Laylaki, Hadath, Burj, Al-Barajneh, Tahwitat al-Ghadir e Al-Shiyah, in vista di nuovi attacchi Dahiyeh è la roccaforte del gruppo armato libanese Hezbollah, proxy dell’Iran.











NELLA NOTTE NUOVI ATTACCHI SU TEHERAN
Nella notte una nuova ondata di attacchi aerei ha colpito Teheran e altre città del Paese. Secondo i media locali almeno 40 persone sono morte in uno dei bombardamenti che ha colpito aree residenziali della capitale iraniana. L’aeronautica israeliana avrebbe colpito alcuni laboratori nucleari. I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno affermato che “decideranno la fine della guerra”, in risposta a Donald Trump che aveva dichiarato che la guerra contro l’Iran sarebbe finita presto. “Le forze americane non porranno fine alla guerra”, hanno sottolineato. Intanto attacchi israeliani hanno colpito il Libano meridionale e orientale durante la notte sulle città di Almajadel, Shaqra e Srifa e anche nella valle della Bekaa.


I media statali iraniani hanno riferito di un attacco aereo in corso contro un aeroporto militare nella città di Kerman, situata nel sud-est dell’Iran, a circa 1.000 km da Teheran. Secondo le prime informazioni diffuse da canali affiliati al governo e dall’agenzia di stampa Fars, esplosioni sono state udite nella zona dell’aeroporto militare di Kerman nelle ultime ore, con testimoni oculari che descrivono colonne di fumo nero levarsi dall’area. Le autorità locali hanno confermato l’attivazione delle sirene antiaeree e l’intervento immediato delle difese aeree per contrastare “velivoli ostili non identificati”. Non sono ancora pervenute rivendicazioni ufficiali, ma fonti iraniane attribuiscono l’incursione a “forze aeree israeliane o americane”




COLPITA STRUTTURA SOTTERRANEA DEI PASDARAN PER SVILUPPO MISSILI
L’aeronautica militare israeliana ha completato un’altra ondata di attacchi durante la notte contro le infrastrutture del regime iraniano a Teheran. Uno dei principali attacchi è stato condotto contro un complesso di ricerca e sviluppo di armi utilizzato dai Guardiani della rivoluzione iraniana, i pasdaran. “In questo complesso, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito una struttura sotterranea dove le forze armate dei pasdaran hanno condotto esperimenti e test per lo sviluppo e la produzione di missili balistici”, ha dichiarato un portavoce delle Idf. L’ufficiale ha osservato che il complesso è stato costruito nel cuore dell’università militare dei pasdaran, “Imam Hossein”, “che fungeva da risorsa di emergenza e da complesso di assemblaggio per le attività operative”. Inoltre, le Idf hanno colpito infrastrutture all’interno del quartier generale principale dell’unità della Forza Quds, insieme ad altri siti di produzione per vari sistemi di armi e difesa.




ATTACCATA BASE USA NEL KURDISTAN IRANIANO
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniano ha rivendicato un attacco missilistico contro una base militare statunitense situata nella Regione del Kurdistan iracheno. In un comunicato l’IRGC ha affermato di aver condotto con successo un’operazione mirata contro l’installazione americana, senza però fornire dettagli immediati sul tipo di missili impiegati, sul numero di proiettili lanciati o sulle conseguenze dell’impatto. L’attacco avviene poche ore dopo la condanna saudita per il precedente bombardamento del consolato generale degli Emirati Arabi Uniti nella stessa Regione del Kurdistan, e nel contesto di un’escalation che ha visto l’Iran lanciare ondate di missili balistici e droni contro basi USA in Iraq, Siria, Golfo Persico e contro obiettivi in Israele e nei Paesi arabi del Golfo. Fonti curde e irachene hanno riferito di forti esplosioni nelle vicinanze di Erbil e di altre aree della Regione autonoma del Kurdistan.


NUOVO ATTACCO IRANIANO SUGLI EMIRATI ARABI
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato di essere attualmente impegnato nel contrastare minacce missilistiche e droni in arrivo dal territorio iraniano. Le forze armate emiratine hanno confermato di aver rilevato l’approssimarsi di missili balistici e droni lanciati dall’Iran verso il territorio nazionale. I sistemi di difesa aerea integrati sono stati attivati immediatamente per intercettare e neutralizzare le minacce in corso. Le autorità militari hanno precisato che le operazioni di intercettazione sono in atto in tempo reale e che verranno adottate tutte le misure necessarie per proteggere lo spazio aereo e il territorio degli Emirati Arabi Uniti. Le forze di difesa emiratine operano in stretto coordinamento con i partner della coalizione internazionale e con i sistemi di difesa antimissile Patriot e Thaad dispiegati sul territorio.


ATTACCO IRAN CON DRONI A RAFFINERIA DI HAIFA
L’esercito iraniano ha rivendicato un attacco mirato contro la raffineria petrolifera di Haifa, in Israele, definendolo una “risposta diretta” ai recenti bombardamenti israeliani che hanno colpito depositi e infrastrutture petrolifere iraniane. “L’attacco alla raffineria di Haifa è la risposta proporzionata e immediata agli atti di aggressione israeliani contro le nostre installazioni petrolifere e alle continue violazioni della sovranità iraniana”, si legge in un comunicato. Le autorità militari di Teheran non hanno fornito dettagli sul numero di droni impiegati, sul tipo di armamento o sull’entità dei danni causati, limitandosi a confermare il successo dell’operazione. Fonti israeliane non hanno ancora confermato ufficialmente l’attacco né rilasciato un bilancio di danni o vittime, ma media locali riportano l’attivazione delle sirene d’allarme in diverse aree del nord di Israele.


NEGLI EMIRATI ARABI 6 MORTI E 122 FERITI DALL’INIZIO DEL CONFLITTO
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha diffuso un bilancio aggiornato delle conseguenze degli attacchi iraniani sul territorio nazionale dall’inizio dell’escalation in corso. Secondo il comunicato ufficiale, le aggressioni iraniane – condotte con missili balistici e droni – hanno causato finora 6 morti e 122 feriti tra civili e personale militare emiratino. Il dicastero ha precisato che le vittime sono state registrate in diverse province a causa di impatti diretti o frammenti di vettori non intercettati. Nella sola giornata odierna, le forze di difesa aerea emiratine hanno intercettato con successo 26 droni lanciati dall’Iran, mentre 9 droni sono riusciti a penetrare lo spazio aereo nazionale e a cadere sul territorio degli Emirati, senza che al momento siano stati forniti dettagli su eventuali nuovi danni o vittime derivanti da questi impatti. Parallelamente, sono stati rilevati e neutralizzati 8 missili balistici.


UN MORTO E 8 FERITI IN BAHREIN
Il corrispondente di Al Arabiya dalla zona di Seef, nella capitale bahreinita Manama, ha riferito che un edificio residenziale è stato colpito da un attacco nella notte. Secondo le prime informazioni ufficiali, l’attacco ha causato la morte di una donna e il ferimento di otto persone che si trovavano in un edificio e in un caffè adiacente nella zona di Seef. Le autorità bahreinite hanno confermato l’intercettazione parziale di missili o droni, ma alcuni hanno raggiunto l’obiettivo causando danni strutturali. Squadre di soccorso sono intervenute immediatamente per estrarre i feriti dalle macerie e trasferirli in ospedale. Al momento non è stato reso noto il numero esatto dei feriti né le loro condizioni, ma fonti mediche parlano di diversi casi gravi. IL ministero della Difesa del Bahrein ha attribuito l’attacco a “elementi iraniani o proxy legati a Teheran”, definendolo un “atto di aggressione deliberata contro civili innocenti” e una violazione flagrante della sovranità nazionale. La popolazione è stata invitata a rimanere al chiuso e a seguire le indicazioni delle autorità.


NETANYAHU “FINE DEL REGIME DIPENDE DAL POPOLO”
“La nostra aspirazione è portare il popolo iraniano a liberarsi dal giogo della tirannia”, ma “in ultima analisi dipende da loro”. Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in occasione della visita presso il Centro nazionale per le emergenze sanitarie insieme al ministro della Salute Haim Katz. Netanyahu ha proseguito: “Non c’è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa, e non abbiamo ancora finito. Se riusciremo insieme al popolo iraniano, allora porremo fine a tutto questo in modo permanente”, ha concluso.


PORTAVOCE GOVERNO IRANIANO, RAID MIRANO A DIVIDERE IL PAESE TEHERAN
Il portavoce del governo iraniano, Ali Bahadri Jahromi, ha accusato Stati Uniti e Israele di perseguire, con gli attacchi in corso, l’obiettivo di “dividere e frammentare l’Iran”, negando categoricamente che le operazioni militari abbiano motivazioni legate alla promozione della democrazia o dei diritti umani. “Il vero scopo di queste aggressioni non è la democrazia né la libertà, ma la disintegrazione del nostro Paese e la distruzione della sua unità nazionale”, ha affermato. Poi ha denunciato con forza il bilancio umano delle operazioni congiunte Usa-Israele, rivelando che “193 bambini sono stati uccisi negli attacchi americani e israeliani” sul territorio iraniano. La cifra, se confermata, rappresenta uno dei dati più gravi resi noti finora dalle autorità di Teheran riguardo alle vittime civili, in particolare minori, dall’inizio dell’escalation. Il portavoce non ha fornito dettagli su luoghi specifici o date precise degli episodi, ma ha collegato il bilancio alle ondate di bombardamenti aerei che hanno colpito infrastrutture militari, energetiche e civili nelle province centrali, inclusa Teheran e Alborz, dove nella notte scorsa sono stati registrati danni significativi alla rete elettrica.
ARAGHCHI ESCLUDE NEGOZIATI CON GLI STATI UNITI
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ha dichiarato che le negoziazioni con Washington non sono più sul tavolo e non rappresentano più un’opzione percorribile. In una serie di dichiarazioni rilasciate oggi, Araghchi ha affermato che Stati Uniti e Israele “credevano di poter cambiare il regime in Iran in soli due giorni”, sottolineando come tale convinzione si sia rivelata del tutto infondata. Il diplomatico ha poi aggiunto che “i piani americani e israeliani per un cambio di regime in Iran sono falliti completamente”. Araghchi ha criticato duramente gli obiettivi della guerra in corso, sostenendo che “Washington e Tel Aviv non hanno alcuna finalità realistica in questa aggressione contro di noi”. Le sue parole arrivano nel pieno dell’escalation regionale, segnata da ripetuti attacchi missilistici iraniani contro basi statunitensi e obiettivi nel Golfo, in risposta alle operazioni militari congiunte Usa-Israele che hanno colpito infrastrutture strategiche iraniane e portato alla morte del precedente Guida Suprema.


PRESIDENTE PARLAMENTO IRANIANO “NON CERCHIAMO IL CESSATE IL FUOCO”
L’Iran “non sta certo cercando un cessate il fuoco” e “crede che l’aggressore debba essere colpito in faccia affinché impari la lezione e non pensi mai più di attaccare l’Iran”. Lo ha scritto sul X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. “Il regime sionista vede la sua vergognosa esistenza come la continuazione del ciclo ‘guerra-negoziati-cessate il fuoco e poi di nuovo guerra’ per consolidare il suo dominio. Noi spezzeremo questo ciclo”, ha aggiunto.

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