ROMA – Il 26 maggio Nicola Piovani compie 80 anni (è nato a Roma nel 1946), oltre 50 dei quali dedicati a una carriera per la quale lui stesso si è definito “molto fortunato”. Del resto, non è da tutti desiderare di fare musica per il cinema e, a soli 23 anni, incontrare Silvano Agosti che, come è successo a lui, ti chiede di musicare un suo film (“N.P.- Il segreto”). È da lì che, di musica in musica, la carriera di Piovani è decollata fino ad atterrare sul palcoscenico del Premio Oscar che, nel 1999, ha vinto per la colonna sonora del film “La vita è bella” di Roberto Benigni. E che ha composto, ha raccontato, non certo pensando ai riconoscimenti che avrebbe ricevuto ma per il tema che il film trattava e per il coraggio che Benigni ha dimostrato realizzandolo.
Accanto all’Oscar, sulla libreria di Piovani, ci sono altri premi tra cui quattro David di Donatello, quattro Nastri d’argento, due Ciak d’oro e il Premio Elsa Morante. Davvero tanto per un ragazzo che ha composto la sua prima colonna sonora nel 1968, nel pieno della contestazione, realizzando il commento musicale a una serie di cinegiornali sul movimento studentesco. Poi, come dicevamo, il primo film con Agosti e, nello stesso periodo, le serate nei cabaret, dove suona per guadagnarsi da vivere.
Fondamentali nella sua vita sono gli incontri. Tra i tanti: con Fabrizio De André, che lo coinvolge come coautore in due album; con Marco Bellocchio, che lo chiama per la colonna sonora del suo film “Nel nome del padre” (è il 1972); con Mario Monicelli, Nanni Moretti, Giuseppe Tornatore e Federico Fellini per il quale scrive le colonne sonore degli ultimi tre film – “Intervista”, “Ginger e Fred” e “La voce della luna” – prendendo il posto dello scomparso Nino Rota. Dal cinema italiano a quello europeo è un attimo e nel 2008, al Festival di Cannes, riceve il titolo di Cavaliere dell’Ordre des Arts et des Lettres della Repubblica francese.
La sua attività non si limita, tuttavia, al cinema. Piovani si dedica, infatti, anche alle musiche di scena per gli spettacoli teatrali di artisti del calibro di Carlo Cecchi, Luca De Filippo, Maurizio Scaparro, Vittorio Gassman. Con Luigi Magni e Pietro Garinei crea per il Teatro Sistina la commedia musicale “I sette re di Roma”, il cui protagonista è Gigi Proietti.
Alla fine degli anni ’80 nasce il sodalizio artistico con lo scrittore Vincenzo Cerami: sul testo di quest’ultimo, Piovani scrive “La Pietà, stabat mater” che, a Pasqua del 1999, su invito dell’Autorità Nazionale Palestinese, viene offerta alla cittadinanza di Betlemme come messaggio di pacificazione ai popoli della Terra Santa. Nel 2004 viene poi riproposta, in una doppia rappresentazione, nel territorio palestinese di Betlemme e in quello israeliano di Tel Aviv. Dal sodalizio con Cerami nasce anche l’opera lirica “Amorosa presenza”, che compone ispirandosi all’omonimo romanzo dello scrittore. Tante le canzoni composte da Piovani, prevalentemente per spettacoli teatrali. Tra queste, “Quanto t’ho amato” (con Cerami e Benigni) e “Beautiful that way”, tratta dal tema principale del film “La vita è bella”, con le parole della cantante israeliana Noa.
A proposito di canzoni, nel 2013 esce l’album “Piovani cantabile” con i brani composti da lui e cantati da Fiorella Mannoia, Noa, Roberto Benigni, Gigi Proietti, Gianni Morandi, Giorgia, Jovanotti, Francesco De Gregori, Tosca, Peppe Servillo e Vittorio Grigolo. Recentemente ha dichiarato di avere in animo, da tempo, di scrivere un’Opera su Pirandello. Molto riservato, della sua vita privata si sa che è sposato con la sassofonista Marina Cesari e che ha due figli, Duccio e Rocco, nati dal precedente matrimonio con Norma Martelli.
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