TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – In 10 minuti e simultaneamente in diverse aree del Libano, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno portato a termine un attacco contro circa 100 obiettivi del gruppo armato libanese Hezbollah. Lo ha annunciato l’esercito, aggiungendo che si tratta del “più grande attacco in Libano dall’inizio dell’operazione ‘Ruggito del Leone'”.
“Le Idf hanno recentemente concluso un’ampia offensiva contro i quartier generali e le infrastrutture militari dell’organizzazione terroristica Hezbollah a Beirut, nella valle della Bekaa e nel Libano meridionale”, fa sapere l’esercito. Durante il raid, sono stati colpiti “quartieri generali dell’intelligence e quartier generali centrali utilizzati dai terroristi dell’organizzazione per dirigere e pianificare complotti terroristici contro le forze delle Idf e i cittadini dello Stato di Israele, infrastrutture dei sistemi di fuoco e navali dell’organizzazione terroristica”.
La “maggior parte delle infrastrutture attaccate si trovava nel cuore delle aree civili, nell’ambito del cinico sfruttamento che l’organizzazione terroristica Hezbollah sta facendo dei cittadini libanesi, usandoli come scudi umani per proteggere le proprie attività. Prima degli attacchi, sono state prese misure per ridurre al minimo i danni alla popolazione civile”, proseguono le Idf.
L’esercito conclude: “L’organizzazione terroristica Hezbollah ha deciso di unirsi alla campagna e di operare sotto l’egida del regime terroristico iraniano, danneggiando lo Stato libanese e i suoi cittadini. Lo Stato libanese e i suoi cittadini devono opporsi all’insediamento di Hezbollah nelle aree civili e ai tentativi dell’organizzazione di rafforzare il proprio arsenale. Le Idf continueranno ad agire con fermezza contro l’organizzazione terroristica Hezbollah e non permetteranno che vengano arrecati danni ai cittadini dello Stato di Israele”. I media libanesi riportano che gli attacchi hanno interessato anche la capitale Beirut.
TAJANI “COLPITO UN CONVOGLIO ITALIANO UNIFIL IN LIBANO”
“Purtroppo l’appello lanciato dal presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva, per quanto riguarda il Libano. Oggi c’è stato il più alto e il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra, in particolare a Beirut e Sidone tiro, si contano decine di vittime tra i civili, una colonna italiana dell’Unifil che portava alimenti a Beirut e Sidone, è stata attaccata, i colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo militare, per fortuna nessun ferito, ma la colonna è dovuta rientrare”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo al question time alla Camera. “Appena uscito da quest’aula chiederò informazioni all’ambasciatore di Israele in Italia, su ciò che è accaduto, che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano” ha aggiunto Tajani ” per ribadire che i soldati italiani in Libano non si toccano, le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari”.
CROSETTO “INDIGNAZIONE PER QUANTO ACCADUTO”
“Esprimo la mia più ferma e indignata protesta per quanto accaduto questa mattina nel settore di responsabilità di UNIFIL in Libano meridionale. Un convoglio logistico del contingente italiano, in movimento da Shama verso Beirut, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento esplosi dalle IDF a circa due chilometri dalla base di partenza. A seguito dell’episodio, la colonna ha immediatamente interrotto il movimento e ha fatto rientro in base. Solo lievi danni ai veicoli non si registrano feriti, ma fino a quando? È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell’esercito israeliano”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto.
“Il personale di UNIFIL opera in Libano in attuazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, per contribuire alla sicurezza e alla de-escalation. La messa in pericolo di convogli chiaramente identificati con la bandiera dell’ONU non puó essere tollerata. Si tratta di un comportamento grave che rischia di compromettere la sicurezza dei peacekeeper e la credibilità stessa della missione. Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l’accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale UNIFIL, e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu. L’Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di UNIFIL e la tutela dei propri militari. Episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi” conclude.
KATZ “ATTACCO A SORPRESA CONTRO CENTINAIA DI TERRORISTI DI HEZBOLLAH”
“Le Forze di difesa israeliane hanno colpito centinaia di terroristi di Hezbollah in un attacco a sorpresa contro i quartier generali in tutto il Libano. Questo è il più grande attacco concentrato subito da Hezbollah dai tempi dell’operazione dei cercapersone”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, dopo i raid contro circa 100 obiettivi di Hezbollah colpiti simultaneamente in 10 minuti. Katz ha poi minacciato nuovamente il capo dell’organizzazione armata filo-iraniana, Naim Qassem: “Non ha capito ciò che Nasrallah ha capito negli ultimi istanti della sua vita: che l’Israele post-7 ottobre non accetterà alcuna minaccia o danno ai suoi cittadini, né dall’Iran né dal Libano. Arriverà anche il turno dell’arciterrorista Naim Qassem”. Nel 2024 l’attacco di Israele con i cercapersone in dotazione ai membri di Hezbollah provocò centinaia di morti e feriti tra i miliziani.
TAJANI AD ISRAELE “SOLDATI ITALIANI NON SI TOCCANO”
“Purtroppo l’appello lanciato dal presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva, per quanto riguarda il Libano. Oggi c’è stato il più alto e il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra, in particolare a Beirut e Sidone tiro, si contano decine di vittime tra i civili, una colonna italiana dell’Unifil che portava alimenti a Beirut e Sidone, è stata attaccata, i colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo militare, per fortuna nessun ferito, ma la colonna è dovuta rientrare”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo al question time alla Camera.
“Appena uscito da quest’aula chiederò informazioni all’ambasciatore di Israele in Italia, su ciò che è accaduto, che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano” ha aggiunto Tajani “per ribadire che i soldati italiani in Libano non si toccano, le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani”.
TRUMP ANNUNCIA LA TREGUA IN IRAN
Tregua di due settimane nella guerra tra Usa-Israele e Iran. Riapre lo stretto di Hormuz. La decisione nella notte. “Una grande giornata per la pace mondiale. L’Iran la vuole, ne ha abbastanza, e così anche tutti gli altri. Gli Stati Uniti d’America aiuteranno a gestire il traffico nello Stretto di Hormuz. Ci saranno molte azioni positive. Si guadagneranno molti soldi. L’Iran potrà iniziare il processo di ricostruzione. Faremo rifornimento di ogni genere di provviste e resteremo lì ad ‘aspettare’ per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso che andrà così. Proprio come stiamo vivendo negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l’età dell’oro del Medio Oriente”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
IRAN, ARAGHCHI “LO STRETTO DI HORMUZ RIAPRE PER DUE SETTIMANE”
“Ringrazio e apprezzo il mio caro fratello, Shahbaz Sharif, primo ministro del Pakistan, e il Maresciallo di Campo Asim Munir, comandante dell’Esercito pakistano, per i loro instancabili sforzi volti a porre fine alla guerra nella regione. In risposta alla fraterna richiesta, e alla luce della richiesta statunitense di avviare negoziati sulle sue proposte in 15 punti, e dell’annuncio del presidente degli Stati Uniti di accettare integralmente le proposte iraniane in 10 punti come base per i negoziati, a nome del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, dichiaro che se cesseranno gli attacchi contro la Repubblica Islamica dell’Iran, anche le nostre potenti forze armate cesseranno i loro attacchi difensivi. La navigazione sicura nello Stretto di Hormuz sarà possibile per due settimane in coordinamento con le forze armate iraniane e tenendo conto delle limitazioni tecniche esistenti”. Così su X Seyyed Abbas Araqchi, ministro degli Esteri dell’Iran, a nome del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale.
MEDIA “ATTACCO A LAVAN DOPO CESSATE IL FUOCO”
Una raffineria di petrolio sull’isola di Lavan, nella provincia di Hormozgan, è stata attaccata poche ore dopo l’annuncio di un cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti. Lo riferisce la televisione di Stato iraniana, aggiungendo che l’esplosione ha provocato un incendio che i vigili del fuoco stanno cercando di domare, ma non ci sono stati feriti e l’autore dell’attacco non è stato specificato. L’attacco è avvenuto oggi, poco dopo l’annuncio della tregua, e l’agenzia di stampa ufficiale iraniana ha riferito che l’Iranian Oil Refining Company ha confermato l’incidente alla raffineria di Lavan, precisando che la fonte dell’esplosione rimane sconosciuta.
PASDARAN “PRONTI A RISPONDERE SE IL NEMICO SBAGLIA ANCORA I CALCOLI”
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha affermato di avere “la mano sul grilletto” e di essere pronto a rispondere con forza a qualsiasi “errore di calcolo da parte del nemico”, pur nell’ambito del cessate il fuoco annunciato tra Stati Uniti e Iran. In una dichiarazione diffusa oggi, i Pasdaran hanno avvertito che “il nemico inganna sempre, non ci fidiamo delle sue promesse e risponderemo a qualsiasi aggressione a un livello superiore”. “La nostra mano è sul grilletto e siamo pronti a reagire se il nemico commette nuovamente errori nei suoi calcoli”, hanno sottolineato le Guardie della Rivoluzione, ribadendo la massima vigilanza nonostante l’accordo di cessate il fuoco.
IL PRIMO MINISTRO DEL PAKISTAN SHARIF “IRAN E USA IMPEGNATE PER LA PACE”
“Con la più grande umiltà, sono lieto di annunciare che la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, inclusa il Libano e altrove, effettivo immediatamente. Accolgo con calore il saggio gesto e porgo la più profonda gratitudine alla leadership di entrambi i Paesi e invito le loro delegazioni a Islamabad venerdì 10 aprile, per ulteriori negoziati volti a un accordo definitivo per risolvere tutte le controversie. Entrambe le parti hanno dimostrato una saggezza e una comprensione straordinarie e sono rimaste costruttivamente impegnate a promuovere la causa della pace e della stabilità. Speriamo sinceramente che i Colloqui di Islamabad abbiano successo nel raggiungimento di una pace sostenibile e desideriamo condividere altre buone notizie nei prossimi giorni”. Così su X il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif.
NETANYAHU “LA TREGUA DI DUE SETTIMANE NON INCLUDE IL LIBANO”
“Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l’Iran per due settimane, a condizione che l’Iran apra immediatamente gli stretti e interrompa tutti gli attacchi contro gli Stati Uniti, Israele e i paesi della regione. La tregua di due settimane non include il Libano”. E’ quanto si legge sul profilo X dell’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
IDF “RISPETTIAMO IL CESSATE IL FUOCO, MA LE OPERAZIONI IN LIBANO CONTINUANO”
In conformità con le direttive della leadership politica, le Forze di difesa israeliane “rispettano il cessate il fuoco nell’operazione contro l’Iran e rimangono in stato di massima allerta, pronte a rispondere a qualsiasi violazione”. Lo affermano le Idf nel primo commento dopo l’annuncio del cessate il fuoco in Iran da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Per quanto riguarda i combattimenti in Libano, “le Idf continuano le operazioni di combattimento e di terra contro Hezbollah”. Inoltre, “il Comando del fronte interno sta conducendo continue valutazioni della situazione e il pubblico sarà aggiornato su eventuali cambiamenti relativi alle linee guida di difesa”. L’aeronautica militare israeliana non ha condotto alcun attacco in Iran dalle 3 del mattino circa, dopo aver effettuato una serie di attacchi volti a ridurre il lancio di missili balistici iraniani contro Israele.
CASA BIANCA, LEAVITT “QUESTA E’ UNA VITTORIA PER GLI STATI UNITI”
“Questa è una vittoria per gli Stati Uniti che il presidente Trump e il nostro incredibile esercito hanno reso possibile. Fin dall’inizio dell’operazione, il presidente Trump ha stimato che si sarebbe trattato di un’operazione di 4-6 settimane. Grazie alle incredibili capacità dei nostri militari, abbiamo raggiunto e superato i nostri obiettivi militari principali in 38 giorni. Il successo del nostro esercito ha permesso al presidente Trump e al team di impegnarsi in negoziati duri che ora hanno creato un’apertura per una soluzione diplomatica e una pace a lungo termine. Inoltre il presidente Trump ha ottenuto la riapertura dello Stretto di Hormuz. Non sottovalutate mai la capacità del presidente Trump di avanzare con successo gli interessi dell’America e di mediare la pace”. Così su X Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, dopo l’annuncio di una tregua di due settimane tra Iran e Stati Uniti.
GUTERRES “BENE LA TREGUA, ORA SPIANARE LA STRADA PER UNA PACE DURATURA”
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres accoglie “con favore l’annuncio di un cessate il fuoco di due settimane da parte degli Stati Uniti e dell’Iran”. Lo rende noto il portavoce Stéphane Dujarric, aggiungendo che Guterres “invita tutte le parti coinvolte nell’attuale conflitto in Medio Oriente a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e ad attenersi ai termini del cessate il fuoco, al fine di aprire la strada a una pace duratura e globale nella regione”. Il segretario generale sottolinea “l’urgente necessità di porre fine alle ostilità per proteggere le vite dei civili e alleviare le sofferenze umane. Esprime sincero apprezzamento per gli sforzi compiuti dal Pakistan e dagli altri Paesi coinvolti nel facilitare il cessate il fuoco”. L’inviato personale del segretario generale, Jean Arnault, si trova nella regione per sostenere gli sforzi volti a una pace duratura.
COLLOQUI IRAN-USA, VANCE A CAPO DELLA DELEGAZIONE AMERICANA
L’Iran non ha ancora definito il capo della sua squadra negoziale nei colloqui con gli Stati Uniti. Lo riferisce una fonte citata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, affiliata al corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, i pasdaran. In precedenza, l’agenzia di stampa semi-ufficiale Isna ha rivelato che il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, guiderà la delegazione di Teheran nei colloqui con gli Stati Uniti venerdì. L’agenzia ha affermato che il vicepresidente statunitense J.D. Vance sarà a capo della delegazione americana.
Commenti