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Liliana Cavani “Ho sempre fatto quello che mi piaceva”




ROMA (ITALPRESS) – Un evento al Ministero dei beni e delle attività culturali interamente dedicato a lei, Liliana Cavani, la pluripremiata regista, attrice, scrittrice, sceneggiatrice e musicista nata a Carpi che tra pochi giorni taglierà il nastro di uno dei traguardi personali più importanti spegnendo 90 candeline. “La cultura non è soltanto fatta di monumenti e musei ma innanzitutto di persone. Io fui particolarmente colpito da ‘La pelle’ che racconta una Napoli interiore, la sua opera è un inno alla libertà perché è stata capace di fare cose che nessuno avrebbe mai fatto come Cristoforo Colombo, lei è andata oltre le colonne d’Ercole di quella che era la cultura di quel tempo. Io la ringrazio” così il Ministro alla cultura Gennaro Sangiuliano. L’evento per celebrare la regista è stato organizzato da tutto lo staff del Mibact insieme al Sottosegretario Vittorio Sgarbi: “Ci sono dei tesori nazionali viventi la cui autorità e importanza prescinde dalla storia. Io devo molto a due film che hanno caratterizzato la mia formazione che sono ‘L’ultimo tango a Parigi’ e ‘Il portiere di notte’ questa esperienza è stata per me come la lettura di un saggio. Il ministero della Cultura vuole sostenere il cinema, la bellezza e la civiltà italiana” ha commentato il Sottosegretario Sgarbi. Non sono mancate figure fondamentali della storia del cinema e della cultura italiana a omaggiare la Cavani, erano presenti tra i tanti i registi Paolo Sorrentino, Marco Bellocchio, Virzì, ma anche attori come Michele Placido, Barbara Alberti, Giovanna Ralli e l’amico e icona del cinema Pupi Avati che ha voluto dedicare un saluto affettuoso all’artista: “I nostri anni sono una condizione speciale dove tutto diventa possibile”. Presenti anche esponenti della politica come Veltroni, Fausto Bertinotti, il ministro al Mur Annamaria Bernini. L’evento si è concluso con il taglio della torta della regista che ha commentato l’evento ringraziando tutti i presenti e invitando a osare sempre di più “perché il cinema ha bisogno di consenso, ma io non li ho mai considerati troppo importanti nel bene e nel male perché fare film è sempre stato per me fare una cosa che mi piace, che mi appassiona altrimenti è solo lavoro. Il lavoro è una parola molto particolare è difficile, c’è tanta gente che è obbligata a lavorare per portare a casa uno stipendio io per fortuna ho sempre fatto quello che mi andava di fare”.



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