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Iran, nuovi attacchi con missili e droni intercettati dalle difese aeree degli Emirati

  • redazione
  • 42 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min
ABU DHABI (EMIRATI ARABI) (ITALPRESS) – Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno affrontando in queste ore nuovi attacchi con missili e droni lanciati dall’Iran. Lo ha annunciato la stessa Ministero della Difesa emiratino in un comunicato ufficiale, precisando che i sistemi di difesa stanno intercettando le minacce in arrivo e che i rumori uditi dalla popolazione sono il risultato delle operazioni di abbattimento condotte dalle batterie antimissile e dai caccia.
Si tratta dell’ennesimo episodio di quella che Abu Dhabi definisce “l’aggressione iraniana sfacciata”, iniziata lo scorso 28 febbraio. Secondo i dati cumulativi aggiornati dal Ministero, dall’inizio degli attacchi l’Iran ha lanciato verso il territorio emiratino 357 missili balistici, 15 missili da crociera e oltre 1.815 droni, la stragrande maggioranza dei quali è stata intercettata. Nelle ultime ore le difese emiratine hanno riferito di aver gestito specificamente 9 droni iraniani. Gli attacchi hanno finora provocato vittime: tre militari caduti in servizio e sei civili (di nazionalità pakistana, nepalese, bangladese e palestinese), oltre a circa 166 feriti di varie nazionalità. La situazione resta in evoluzione e le forze armate emiratine mantengono il massimo stato di allerta.

PARTITO AZERO CHIEDE DEMOCRAZIA A TEHERAN
Un partito iraniano di opposizione di matrice azera ha condannato gli attacchi lanciati da Teheran contro i Paesi del Golfo Arabo nel corso del conflitto in atto con Stati Uniti e Israele da circa quattro settimane, esprimendo al contempo la speranza di vedere un vero governo democratico nella capitale iraniana. Simin Sabri, ex segretaria generale e attuale portavoce del Partito Democratico Azero Iraniano, ha dichiarato in un’intervista ad Al Arabiya.net che il partito “condanna qualsiasi forma di aggressione militare, uso della forza o ostentazione di violenza da parte di qualsiasi Stato contro un altro”. “Queste azioni e violazioni – ha aggiunto – riflettono l’incapacità dell’Iran di confrontarsi direttamente con le grandi potenze come Stati Uniti e Israele, spingendolo a colpire i Paesi vicini o interessi indiretti, con il rischio di aggravare ulteriormente il conflitto”.
Sabri ha sottolineato che “tutte le guerre si risolvono alla fine attraverso i negoziati, quindi prima si imbocca questa strada, meglio è”. Secondo la portavoce, il conflitto attuale è mosso principalmente da motivazioni economiche e non deriva dall’ostilità verso il governo iraniano o dalle sue posizioni anti-americane e anti-israeliane degli ultimi decenni. “Le nazioni che affrontano crisi economiche – ha osservato – ricorrono spesso alla guerra con vari pretesti per soffocare i problemi interni attraverso uno scontro con l’esterno”. Il Partito Democratico Azero Iraniano, formazione di opposizione, ha ribadito il proprio auspicio per l’instaurazione di un autentico sistema democratico a Teheran.

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