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  • redazione

HO SPOSATO UNA STREGA

di Simona Balduzzi



Titolo originale: I Married a Witch 

Paese: USA

Anno: 1942

Durata: 78 min

Genere: fantastico, commedia 

Regia: René Clair

Soggetto: dal romanzo The Passionate Witch

Sceneggiatura: René Clair , Marc Connelly , Robert Pirosh e contributi di Dalton Trumbo

Fotografia: Ted Tetzlaff

Produzione :   (RENE' CLAIR, PRESTON STURGES E BUDDY G. DE SYLVA PER) UNITED ARTISTS - PARAMOUNT PICTURES

Distribuzione:   UNITED ARTISTS - FONIT CETRA VIDEO, NUOVA ERI, GRUPPO EDITORIALE BRAMANTE

Musiche: Roy Webb

Scenografia: Sam Comer

Costumi: Edith Head

Cast: Veronica Lake, Fredric March, Cecil Kellaway, Robert Benchley, Susan Hayward, Elizabeth Patterson, Robert Warwick, Eily Malyon , Nora Cecil, Emory Parnell




Firmato René Clair , Ho sposato una strega”(1942) è un gioiellino del cinema di quegli anni, almeno dal punto di vista strutturale : divertente, animato da dialoghi per nulla scontati ( peraltro dotati di doppi sensi o riferimenti) , la commedia porta lo sguardo dello spettatore in una dimensione onirica , fin dal primo movimento della MDP . La scopa che vola ricorda’ Topolino in “Fantasia”(1940) , ma non questo non fa che aumentare il fascino della pellicola . Le suggestive musiche (Roy Webb) traghettano nell’immediato in uno spettro non reale; il film affascina,  stordisce , incanta. E se molto c’e’ dell’ industria cinematografica di quegli anni , ecco che tutto cio’ non si puo’ che pregustare : l’amore, gli impicci…un po’ di ironia ed infine gli esilaranti dialoghi, che nulla lasciano al caso. Il regista -sceneggiatore, attore , produttore cinematografico francese ( che il   restauratore e critico cinematografico francese   Henri Langlois definisce  “il regista che meglio incarna lo spirito del cinema francese”) , esprime in questa commedia fantasiosa molta del suo tratto : la narrazione  e’ fiabesca - quando fa parlare oggetti come  le bottiglie, la scopa.. - mentre i movimenti di camera seguono con circospezione il soggetto di turno , incalzando con l’aumentare della curiosità’ . La dissolvenza tra una scena e l’altra (messaggi subliminali annessi - vedi  “la cura del cognac”), ci  riportano con un po di malinconia a tutta la magia del cinema di quegli anni. L’impeccabile fotografia (Ted Tetzlaff) sa valorizzare con maestria un vivace  cast . 



Trama

Una coppia di spiriti rifugiatisi in una quercia per secoli, dopo essere stati arsi su una pubblica piazza, fanno ritorno nella società’ odierna allo scopo di vendicarsi .  La bellissima Irene (Veronica Lake) ,  appare come una giovane e delicata fanciulla che riesce a  far invaghire il discendente della famiglia che provocò la sua morte. 

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