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Gli Usa inviano marines e altre navi da guerra. “Francia e Italia cercano un accordo per stretto di Hormuz”, ma Palazzo Chigi smentisce

  • redazione
  • 32 minuti fa
  • Tempo di lettura: 7 min
ROMA (ITALPRESS) – Il Pentagono “sta trasferendo altri marines e navi da guerra in Medio Oriente a seguito dell’intensificarsi degli attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz”. A scriverlo è il Wall Street Journal citando tre funzionari statunitensi. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth “ha approvato una richiesta del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), responsabile delle forze americane in Medio Oriente, per un elemento di un gruppo anfibio pronto all’intervento e la relativa unità di spedizione dei Marines, che in genere consiste in diverse navi da guerra e 5.000 tra Marines e marinai”, secondo quanto riferito da tre funzionari statunitensi.

FINANCIAL TIMES “FRANCIA E ITALIA CERCANO UN ACCORDO PER LO STRETTO DI HORMUZ”
Paesi europei avrebbero avviato colloqui con l’Iran nel tentativo di negoziare un accordo che garantisca un passaggio sicuro alle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Financial Times. Secondo il quotidiano la Francia è uno dei Paesi coinvolti nei colloqui e anche l’Italia avrebbe compiuto dei “tentativi di avviare delle discussioni”.
FONTI PALAZZO CHIGI SMENTISCONO “NESSUN NEGOZIATO SOTTOBANCO”
In merito a quanto riportato oggi da organi di stampa internazionali, la Presidenza del Consiglio dei ministri smentisce l’apertura di negoziati bilaterali o trattative dirette con l’Iran per garantire il passaggio delle navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz. È quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi
Non è in corso nessun negoziato riservato per garantire il passaggio ad Hormuz di navi o petroliere italiane. È quanto si apprende da fonti informate sul dossier, che spiegano come stiano cercando di interpretare meglio l’articolo del Financial Times e di verificare se possa esserci stato qualcosa che i giornalisti del quotidiano possano aver interpretato a modo loro. Secondo le stesse fonti Palazzo Chigi e Farnesina confermano che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le condizioni per una de escalation militare generale, ma non esiste nessun “negoziato sottobanco” che punti a preservare soltanto alcuni mercantili rispetto ad altri.



MELONI “ITALIA IMPEGNATA PER PROMUOVERE ALLENTAMENTO DELLA TENSIONE”
 “A nome del Governo italiano e mio personale, esprimo il più profondo cordoglio alla Francia per la scomparsa di uno dei militari rimasti coinvolti da un nuovo, ingiustificabile attacco a Erbil. Alla sua famiglia e alle autorità francesi va la nostra vicinanza in questo momento di dolore. Rivolgo inoltre un pensiero di pronta guarigione agli altri militari feriti, nell’auspicio di un rapido e completo recupero. L’Italia, al fianco dei partner internazionali, inclusi i Paesi del Golfo maggiormente colpiti, resta fermamente impegnata nel promuovere un allentamento della tensione. Continueremo a lavorare con determinazione affinché la pace e la stabilità nella regione siano ristabilite”. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una nota.


UN MILITARE FRANCESE MORTO A ERBIL, IN IRAQ
Un militare francese è morto ed altri sono rimasti feriti ad Erbil, in Iraq. Lo riferisce su X il presidente Emmanuel Macron. “Il sottufficiale Arnaud Frion del 7° battaglione di cacciatori alpini di Varces è morto per la Francia durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq. Alla sua famiglia, ai suoi fratelli d’armi, voglio esprimere tutto l’affetto e la solidarietà della Nazione. Molti dei nostri soldati sono rimasti feriti. La Francia è al loro fianco e alle loro famiglie. Questo attacco contro le nostre forze impegnate nella lotta contro Daesh dal 2015 è inaccettabile. La loro presenza in Iraq rientra strettamente nel quadro della lotta al terrorismo. La guerra in Iran non può giustificare tali attacchi” conclude il presidente francese.
“A nome mio e di tutta la Difesa italiana esprimo vicinanza al Ministro della Difesa francese Catherine Vautrin e alle Forze Armate francesi per il grave attacco subito a Erbil, Kurdistan iracheno, nel corso del quale ha perso la vita un militare francese e sono rimasti feriti altri suoi commilitoni. Alla famiglia del soldato Caduto giungano il mio più sincero cordoglio e la mia solidarietà. Ai militari feriti, l’augurio di pronta e completa guarigione”. Così su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.


NUOVI ATTACCHI INCROCIATI TRA ISRAELE E TEHERAN
Nella notte l’Iran ha lanciato tre ondate di attacchi missilistici su Israele, l’ultimo dei quali verso Eilat, nell’estremo sud. I missili lanciati sul nord nel cuore della notte hanno provocato circa 60 feriti a Zarzir, dove un missile si è schiantato al suolo. La gran parte dei feriti è stata colpita dalle schegge dei vetri delle abitazioni. Il ministero della Salute israeliano ha riferito che nelle ultime 24 ore 213 persone ferite sono state trasportate in ospedale a seguito del conflitto con l’Iran. Il ministero afferma inoltre che dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio, 2.975 persone sono state ricoverate in ospedale, di cui 85 sono attualmente nei nosocomi.
Le Forze di difesa israeliane hanno lanciato una vasta ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime iraniano a Teheran. Le Idf hanno attaccato il ponte A-Zarriya sul fiume Litani, che fungeva da punto di attraversamento centrale per Hezbollah.


L’aeronautica militare, sotto la direzione dell’intelligence, ha completato nelle ultime 24 ore diverse ondate di attacchi a Teheran, Shiraz e Ahvaz. A Shiraz, nel sud dell’Iran, ha colpito un sito sotterraneo utilizzato dal regime iraniano per la produzione e lo stoccaggio di missili balistici destinati al lancio verso Israele. A Teheran le Idf hanno attaccato siti e una base centrale del sistema di difesa aerea del regime. Inoltre, sono stati attaccati numerosi siti utilizzati per la produzione di diverse armi, sistemi di difesa aerea e componenti per missili balistici. Contemporaneamente, ad Ahvaz, nell’Iran occidentale, sono stati attaccati i quartier generali di vari organi del regime, tra cui il quartier generale delle forze di terra delle Guardie Rivoluzionarie, insieme a un quartier generale centrale delle forze di sicurezza interna, responsabile del coordinamento tra le forze di quest’unità e le Guardie Rivoluzionarie. Nei quartier generali attaccati è stata riscontrata la presenza di soldati del regime e decine di militari al loro interno operavano per promuovere e condurre operazioni terroristiche contro Israele e i paesi della regione.


Mezzi di informazione iraniani e testimoni oculari riferiscono di forti esplosioni udite in diverse zone della capitale Teheran, accompagnate dal sorvolo di caccia nelle sue cieli. Secondo l’agenzia Mehr, le difese antiaeree si sono attivate per intercettare “bersagli aerei ostili” sulla città, con sirene e rumori di combattimento aereo che hanno provocato panico tra i residenti.
Le esplosioni, descritte come potenti e consecutive, hanno interessato anche la città di Keraj, capoluogo della provincia di Alborz a ovest di Teheran: testimoni locali parlano di detonazioni multiple e sorvolo di jet da combattimento, con case che hanno tremato per l’intensità degli scoppi. Non sono ancora disponibili dettagli ufficiali su vittime, danni o obiettivi precisi colpiti.


SISTEMI DI DIFESA NATO NEUTRALIZZANO MISSILE IRANIANO
I sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato hanno neutralizzato un missile balistico lanciato dall’Iran verso lo spazio aereo turco nel Mediterraneo orientale. Lo rende noto il ministero della Difesa turco. E’ il terzo episodio di questo tipo dal 28 febbraio, giorno dell’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran.
Le sirene hanno inoltre suonato nella notte nella base aerea di Incirlik, nel sud-est della Turchia, in una struttura chiave della Nato dove le truppe statunitensi sono di stanza vicino alla città sud-orientale di Adana. Lo ha riferito l’agenzia statale Anadolu, senza fornire ulteriori dettagli. Al momento non vi sono commenti dalle autorità. I residenti di Adana, che si trova a 10 chilometri di distanza dalla base sono stati svegliati nella notte dalle sirene, che hanno suonato per circa cinque minuti. Diverse persone hanno pubblicato filmati di telefoni cellulari sui social media di un’immagine incandescente che volava nel cielo, suggerendo che potrebbe essere un missile diretto verso la base aerea.
4 SOLDATI USA MORTI IN IRAQ
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) conferma che quattro dei sei membridell’equipaggio dell’aereo cisterna statunitense KC-135 precipitato ieri nell’Iraq occidentale sono deceduti. “Le circostanze dell’incidente sono oggetto di indagine”, fa sapere il Centcom. Gli Stati Uniti ribadiscono che “la perdita del velivolo non è stata causata da fuoco ostile o fuoco amico”.


TRUMP “UN ONORE UCCIDERE IO GLI SQUILIBRATI IRANIANI”
“Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell’Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo, eppure, se leggeste il fallimentare New York Times, pensereste erroneamente che non stiamo vincendo. La Marina iraniana è stata annientata, la loro aeronautica non esiste più, missili, droni e tutto il resto vengono decimati e i loro leader sono stati spazzati via dalla faccia della terra. Abbiamo una potenza di fuoco senza pari, munizioni illimitate e un sacco di tempo: guardate cosa succederà oggi a questi squilibrati. Hanno ucciso persone innocenti in tutto il mondo per 47 anni, e ora io, come 47mo presidente degli Stati Uniti d’America, li sto uccidendo. Che grande onore farlo”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.


PASDARAN “REPRIMEREMO NUOVE PROTESTE IN MODO ANCORA PIU’ FORTE”
I Guardiani della rivoluzione islamica iraniana, i pasdaran, hanno annunciato che gli oppositori potrebbero subire un colpo “ancora più duro di quello dell’8 gennaio”, lasciando intendere la possibilità di una repressione più dura qualora le proteste di piazza riprendessero. “Coloro che chiamiamo ‘elementi neo-Isis’ devono sapere che li attende un colpo ancora più duro di quello dell’8 gennaio”, si legge nella dichiarazione. Nella loro dichiarazione, i pasdaran hanno accusato gli avversari stranieri di tentare di fomentare disordini in Iran dopo aver fallito nel raggiungere i propri obiettivi sul campo di battaglia. La minaccia dei pasdaran giunge dopo i ripetuti inviti del figlio dell’ultimo scià, Reza Pahlavi, a manifestare e dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ripetuto ieri sera che l’operazione militare israeliana è in parte finalizzata a creare le condizioni per consentire agli iraniani di protestare contro la Repubblica Islamica.


IRAN, ARAGHCHI “NON CI PIEGHEREMO MAI AGLI ATTACCHI CODARDI”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che “gli iraniani resteranno sempre risoluti e non si piegheranno mai di fronte agli attacchi codardi”. Lo ha scritto in un post su X, accompagnando il messaggio con un video girato durante una manifestazione filo-regime a Teheran, in cui si vedono manifestanti urlare slogan contro il fumo visibile in lontananza, attribuito a un raid aereo avvenuto nelle vicinanze durante la Giornata internazionale di al-Quds (che cade nell’ultimo venerdì del mese di Ramadan). Nel post, Araghchi si dice “orgoglioso e onorato di aver accompagnato il popolo forte e resiliente dell’Iran” in occasione della ricorrenza, aggiungendo che “la reazione dei manifestanti al bombardamento di Teheran di oggi è un incubo per gli aggressori”. Il video mostra una folla in piazza che continua a scandire slogan anti-USA e anti-Israele nonostante le colonne di fumo nero che si alzano sullo sfondo, con alcuni partecipanti che alzano i pugni e gridano in direzione delle esplosioni.

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