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Alla Festa del Cinema di Roma “Te l’avevo detto” di Ginevra Elkann




ROMA (ITALPRESS) – Nella terza giornata della Festa del Cinema, per la sezione Grand Public, alle ore 19 nella Sala Sinopoli sarà presentato “Te l’avevo detto” di Ginevra Elkann. Cast all star: Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Alba Rohrwacher, Greta Scacchi, Danny Huston, Riccardo Scamarcio. In una Roma ad inizio gennaio, le decorazioni degli alberi di Natale scintillano ancora nelle case, quando un’anomala ondata di calore colpisce la città, dove le temperature si alzano a poco a poco fino ad arrivare a 30 gradi. Mentre il caldo continua ad aumentare, si accentuano ansie e nevrosi: Gianna è una fanatica religiosa, la sua amica Pupa una pornostar in declino, padre Bill un prete italo-americano ex-eroinomane, Caterina un’attrice che combatte l’alcolismo e cerca di ottenere la custodia del figlio affidato all’ex marito. Tutti in preda al caldo soffocante e alle loro rispettive dipendenze. Dopo il debutto con “Magari”, Ginevra Elkann scrive (con Chiara Barzini) e dirige una commedia nera, grottesca, triste, percorsa dall’ansia. “L’idea parte dall’ansia perchè questo film è stato pensato in una estate di tantissimo caldo – ha spiegato la regista – ed ho pensato cosa succederebbe se ci trovassimo sempre così? Con questo caldo asfissiante a rallentarci i pensieri ed i movimenti? Abbiamo lavorato sull’idea di avere le spalle al muro: il momento in cui i nodi vengono al pettine”. Curioso il titolo del film che è anche una frase più volte ripetuta dai personaggi: “sì è vero ed ha anche una doppia valenza: è irritante sentirselo dire ma piace anche molto dirlo”. Ogni personaggio ha appunto delle ansie, delle dipendenze, con cui le interpreti si sono dovute rapportare. “Per me è avvenuto tutto molto facilmente – ha commentato sorridendo la Bruni Tedeschi – perchè sono ossessiva, angosciata e ansiosa. Forse le mie ansie non vanno verso le psicosi come il personaggio ma ci vanno molto vicino!”. Anche per Valeria Golino è stato più semplice di quello che poteva sembrare all’inizio: “il mio personaggio è solo apparentemente distante da me, ma in realtà non lo è: Pupa ha l’ossessione del corpo, della giovinezza, del trasformarsi. A me è bastato “spostarmi” un pochino, spostare tutte le mie ansie aumentandole un pò e cambiare prospettiva. Ginevra poi è una regista accogliente, in ascolto, mi è stata di grande aiuto. Questo personaggio mi ha portata da qualche parte nel mio percorso di attrice e ci tengo molto”. Per Alba Rohrwacher “la mia Caterina mi ha lasciato moltissimo. Credo siano tutti personaggi che meriterebbero un film a parte, uno spin off”.



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