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Patierno tra Camus e Covid alla Festa del Cinema di Roma



ROMA (ITALPRESS) – Inizia oggi, venerdì 14 ottobre, il programma del Concorso Progressive Cinema: la nuova sezione competitiva della Festa del Cinema di Roma. Alle ore 18.30, presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, sarà presentato “La cura” di Francesco Patierno. Nella Napoli dei nostri tempi, una troupe cinematografica, durante i giorni più duri del lockdown, gira un film tratto dalla Peste di Camus. La realtà delle vite degli attori si alterna alla finzione dei personaggi che interpretano: gradualmente i due piani narrativi si uniscono. Napoli, una città spettrale e fuori dal tempo, per la rilettura contemporanea di Francesco Patierno di La peste di Albert Camus, dove i sentimenti, le paure, i conflitti del libro scivolano armoniosamente dentro il disorientamento generato dalla pandemia e pezzi di realtà, come un uomo disperato che urla di notte per strada, riflettono il testo. Un ospedale e i suoi medici e volontari, i funzionari, i commercianti, le persone normali, tutti si mescolano con una troupe che sta girando un film sulla Peste, in una coralità drammatica asciutta e coinvolgente. Chi vuole scappare. Chi decide di restare. Ma da soli non si resiste alla paura. “Mi interessavano i temi della solidarietà, dell’amore e dell’amicizia come unico rimedio contro la morte e la malattia” con queste parole il regista svela la motivazione celata dietro la scelta di questo racconto, in cui le due linee narrative si fondono senza che lo spettatore quasi se ne accorga. “Ho scelto Camus perché volevo raccontare il momento senza fare un “instant movie” – ha proseguito Patierno -. Mi piace sperimentare, sono consapevole di quello che faccio ma ascolto anche l’istinto”. Lo sfondo di tutto è una Napoli facilmente riconoscibile, ma mai dichiarata dal regista nel film. “Se qualcosa non viene dichiarato esplicitamente è perché non ce n’è bisogno, in quanto è funzionale per altro. Napoli è una città che crolla e non può essere aggiustata perché non ci sono ne i soldi ne la volontà per farlo, ma c’è l’energia delle persone. È una città in perenne attesa ed equilibrio: equilibrio mortale ma anche molto vitale”.

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