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Centro Studi Tagliacarne “L’inflazione preoccupa, ma rischio recessione meno concreto”



ROMA (ITALPRESS) – “Il rischio di recessione è molto meno concreto rispetto a qualche settimana fa”, si stimava “una crescita molto minore di quella che si è verificata e questo non stupisce, se pensiamo che i fondamentali dell’economia italiana sono molto saldi”. Lo ha detto Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi delle Camere di Commercio “Guglielmo Tagliacarne”, intervistato dall’agenzia Italpress. L’inflazione è però una variabile che “crea preoccupazione”, prosegue: i timori di una possibile recessione “sono legati all’aumento dei prezzi, soprattutto quelli dell’energia. Siccome ultimamente c’è una flessione da questo punto di vista, possiamo dire che ad oggi le prospettive di una recessione sono molto meno probabili rispetto ad alcune settimane fa”, sottolinea. “Secondo le nostre valutazioni, il caro energia potrebbe tradursi in un -13% di competitività da parte delle imprese italiane: potremmo scontarlo anche sui mercati internazionali, cosa che al momento non è ancora successa. Possiamo lavorare per far crescere ulteriormente la competitività e la produttività delle imprese: se gli investimenti delle imprese cresceranno in attività green, nel digitale e anche in capitale umano, nei prossimi due anni ci sarà una crescita di produttività del 17%, in grado di ammortizzare questo 13% e di darci un ulteriore ‘boost’ di competitività sia interna, sia sui mercati internazionali”. L’Italia, ricorda Esposito, “è uno dei Paesi campioni in termini di sostenibilità: siamo leader in Europa per l’economia circolare e per il riciclo dei materiali. Le imprese italiane sono ben inserite in questo ambito, tanto che nei prossimi tre anni il 22% delle imprese continuerà a fare investimenti green. Le prospettive sono molto positive anche sul digitale” e “il Made in Italy si porta dietro un’immagine di sostenibilità che ci aiuta molto sui mercati internazionali”.

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